I Ministeri danno il via libera ai piani SEA? – 17/04/2012
30 aprile 2012 Lascia un commento
Comitato Ovest Ticino
19 luglio 2011 Lascia un commento
Comunicato stampa – Invito
APPUNTAMENTO COL FUTURO DI MALPENSA
Malpensa: le OSSERVAZIONI al Master Plan di SEA per Malpensa.
Associazioni e Comuni presenti di un territorio di 100.000 ettari fra le 3 Province di Varese, Milano e Novara hanno analizzato dati e contenuti del SIA – Studio di Impatto Ambientale su Malpensa, elaborato dalla SEA.
Per la prima volta 12 associazioni si sono coordinate localmente nel Tavolo Permanente per Malpensa.
Le conclusioni ottenute saranno consegnate domani al Ministero dell’Ambiente nella forma prevista di OSSERVAZIONI e RICHIESTE.
Si invita a partecipare e questa ultima occasione di ascolto del territorio direttamente coinvolto dagli effetti negativi provocati dalla terza pista di Malpensa.
Osservazioni e Richieste. Tutto in una sera.
Mercoledì 20 luglio alle 21.00 presso l’Aula Consigliare del Comune di Pombia (NO) si terrà la prima presentazione al pubblico, alla stampa e alle associazioni delle Osservazioni al Master Plan di SEA per Malpensa elaborate dalle associazioni locali delle province di Varese, Milano e Novara, che hanno preso parte al TPR – Tavolo Permanente Malpensa. E’ la prima volta che tanti soggetti pubblici e privati forniscono valutazioni sulle problematiche di sostenibilità ambientale dell’aeroporto.
12 associazioni hanno contribuito a fornire osservazioni, dati, analisi utili anche alle tante Amministrazioni comunali che hanno espresso il loro parere:
Associazioni Referenti:
Amici Della Natura, Arsago Seprio (VA) Raffaella Filippini
Amici Della Terra, Varese Arturo Bortoluzzi
Covest, Varallo Pombia (NO) Elena Strohmenger
Excalibur, Lonate Pozzolo (VA). Ruggiero
FAI, Valle Del Seprio (VA) Maria Antonietta Protasoni
Italia Nostra, Azzate Alessio Fornasetti
Legambiente Emilio Magni
Lipu Lombardia Massimo Soldarini
Salviamo Il Ticino Claudio Spreafico
Unicomal, Somma Lombardo (VA) Beppe Balzarini
W Via Gaggio, Lonate Pozzolo (VA) Walter Girardi
Wwf Maurizio Rivolta
Dai primi risultati emerge un verdetto chiaro: “no” all’espansione e alla terza pista.
Da una prima analisi dei contributi pervenuti, di cui alleghiamo una sintesi, si può affermare che i problemi principali analizzati riguardano il rumore dei decolli da Malpensa, in particolare per i voli notturni in orari non autorizzati, e l’inquinamento tipico del sorvolo di aerei a basse quote.
Si conferma dunque il grave inquinamento causato dall’aeroporto nei 14 comuni lombardi e piemontesi situati entro 5 km dalle piste, ma non solo. Si deve, infatti, prendere atto che l’estensione dell’area colpita dagli effetti dannosi di Malpensa si estende per oltre 25 km dalle piste sino alla fascia dei comuni dalla riva sud del Lago di Varese, al Lago Maggiore, lungo le due sponde della Valle del Ticino, dalle colline moreniche del novarese alle pianure del castanese e del magentino.
Solo per avere un’idea della vastità dell’area d’influenza di Malpensa, si provi a immaginare un’area che copre il territorio tra Morazzone (Varese) e Agrate Conturbia (Novara) oppure da Arona (Novara) a Castano Primo (Milano): in questi estremi che distano oltre 40 km fra loro, i problemi d’impatto di Malpensa sono esattamente gli stessi.
Si è allora potuto calcolare che circa 1.000 kmq (100.000 ettari), con una popolazione che supera 600.000 abitanti, delle province di Milano, Varese e Novara, sono colpiti dagli effetti delle attività di Malpensa e subiscono inquinamento acustico e da scarichi di combustione di kerosene aereo.
Si invitano giornalisti, operatori professionali, amministratori, cittadinanza a intervenire a Pombia, per dare il proprio fattivo contributo a questo importante incontro.
Nella serata di mercoledì 20 luglio a Pombia in Aula Consigliare associazioni e amministrazioni comunali consegneranno al Tavolo Permanente Malpensa le loro OSSERVAZIONI AL SIA della SEA e al MASTER PLAN destinate al Ministero dell’Ambiente, che un nostro delegato porterà al protocollo della Direzione VIA/VAS del Ministero dell’Ambiente il giorno 22 luglio, ultimo termine per la presentazione di pareri e osservazioni.
Buon lavoro a tutti, e arrivederci a Pombia mercoledì 20 luglio alle ore 21.00 !
9 maggio 2011 Lascia un commento
Comitato contro i disagi causati da Malpensa 2000
COMUNICATO STAMPA
Varallo Pombia, 9 maggio 2011
UN PARCO PROTETTO, UN AEROPORTO IN ESPANSIONE.
Due analisi e due verità.
Un parco protetto, un aeroporto in espansione. Due analisi e due verità. Sugli effetti di Malpensa per la salute dell’uomo e dell’ambiente regna sempre più sovrana la confusione.
Due diversi studi, entrambi accreditati, allo stesso tempo promuovono e bocciano gli effetti per l’aria di decolli e atterraggi. E in questa incertezza, i politici fanno propria la verità più comoda, promuovendo a pieni voti i progetti di espansione dell’ex-hub lombardo e ignorando le richieste di tutela delle comunità locali che li hanno eletti.
Il primo studio lo ha commissionato al Dipartimento dell’Arpa di Novara proprio il Parco del Ticino (Piemonte), ente strumentale della Regione Piemonte, ormai tre anni fa. Obiettivo: confrontare i risultati con uno studio che risale al 2002-2004 e trovare riscontri alle tracce e ai timori di inquinamento atmosferico che da sempre circondano l’attività dello scalo varesino. Il monitoraggio è stato svolto da maggio 2009 a maggio 2010 e i risultati sono arrivati proprio pochi giorni fa e in sostanza promuoverebbero la salute dell’aria e Malpensa. Poco importa che non tengano conto del calo del traffico legato alla crisi di Alitalia e che gli stessi rappresentanti dell’Arpa abbiano sottolineato come non sia possibile su un territorio così vasto attribuire una capacità di influenza diretta alla sola Malpensa. “Collegare i valori dell’indagine a Malpensa è azzardato”, ammette la stessa direttrice dell’Arpa, dottoressa Daniela Righetti.
Insomma l’indagine non ha fatto chiarezza e anzi ha aumentato un’incertezza che si ritrova puntuale nei titoli dei quotidiani all’indomani della pubblicazione dei dati. Se la Tribuna novarese titola “Migliora l’aria sul Ticino”, Il Giorno risponde “Aria inquinata: a rischio i boschi del Parco del Ticino”. Di più: la stessa edizione del Corriere di Novara (30 aprile) riesce a titolare in apertura “Al Parco del Ticino l’aria è sempre più pulita” e poco sotto, di taglio basso, “Azoto e ozono: situazione pessima nel parco lombardo”.
Giornalisti impazziti? No, il fatto è che un altro studio – passato quasi inosservato da parte dei giornali piemontesi ma altrettanto accreditato – arrivava a conclusioni diametralmente opposte a quello condotto dai tecnici Arpa. E’ quello commissionato sempre dal Parco del Ticino ma della sponda lombarda all’Università Cattolica di Brescia. L’ateneo lombardo ha svolto un monitoraggio da luglio a novembre del 2010 su tutto il Parco del Ticino, lombardo e piemontese, ricercando gli inquinanti di tutta l’area e arrivando a conclusioni assolutamente negative per l’area (e per l’aria) di Malpensa. Peggio, lo studio sembra non solo confermare la celebre sentenza Quintavalle del 2008 che ha condannato Sea e Ministero ma registrare addirittura un peggioramento per alcuni inquinanti.
A questo punto, data la confusione e il rischio di strumentalizzazione delle ricerche, il Covest chiede quale sia stata l’utilità dello studio commissionato dal Parco del Ticino piemontese ad Arpa. Uno studio che è pure privo delle necessarie “conclusioni”. Resta il dubbio sulla relazione tra sbandierata scientificità del lavoro commissionato e “politicizzazione” di risultati strumentalizzabili. Perché moltiplicare indagini con metodologie e referenti diversi e non avviare un monitoraggio serio e costante della situazione? Alla luce di tutto questo resta una domanda per i politici e i rappresentanti delle istituzioni locali: dopo due studi dai risultati opposti e tanti soldi spesi, l’aria sul Ticino e dintorni è migliorata o peggiorata?
Elena Strohmenger
30 aprile 2011 Lascia un commento
Malpensa vuole crescere, ma serve questo ampliamento?
25 febbraio 2011 Lascia un commento
Che aria tira sotto le rotte di Malpensa?
Il monitoraggio a Casorate Sempione
Idrocarburi policiclici aromatici prodotti nella combustione incompleta del carburante aereo, naftalene fino a cinque volte superiore alla soglia massima, dibenzopirene oltre la norma, benzene nei limiti ma presente in quantità significante per incidere sulla salute. Ecco se ce ne fosse ancora bisogno un nuovo studio scientifico che comprova la pericolosità di Malpensa per la salute.
Lunedì 21 febbraio 2011 in un Consiglio Comunale aperto l’Amministrazione comunale di Casorate Sempione ha reso noti i risultati del monitoraggio ambientale commissionato alla Costech International, società qualificata nelle indagini sugli inquinamenti prodotti dagli aerei. La stessa società aveva realizzato le analisi che portarono alla storica “Sentenza Quintavalle” con cui il tribunale civile di Milano nel 2008 aveva condannato SEA e Ministero dei Trasporti a un risarcimento milionario per l’inquinamento subito da un’azienda agricola che si trova sotto le rotte di Malpensa.
Presenti diversi Sindaci e amministratori lombardi di area Malpensa, molti cittadini e rappresentanti di associazioni, i relatori ci hanno esposto quanto rilevato attraverso speciali piattaforme poste l’estate scorsa in quattro punti del paese. I più disparati nomi di sostanze rilevate, ma accomunate dalla pericolosità per la salute. Così gli altri due relatori Ian Marc Bonapace docente di Patologia generale all’Università dell’Insubria e Paolo Crosignani, epidemiologo dell’Istituto dei Tumori di Milano: per l’inquinamento acustico è dimostrata l’associazione tra il rumore e alcune patologie cardiovascolari, specie l’ipertensione, per le sostanze inquinanti prodotte dagli aerei e rilevate dall’indagine è dimostrato che sono pericolose per la salute umana e uno studio condotto in Olanda nel 2005, ha certificato un aumento dell’incidenza dei tumori infantili (21%), alla mammella (6%) e al tessuto linfatico/emopoietico (18%) nell’intorno aeroportuale.
Certamente molto inquinamento deriva dal traffico stradale ma Malpensa, oltre alle emissioni degli aerei, genera traffico anche a terra facendo aumentare il PM10 sulle strade. Cosa succederà al traffico stradale qualora il traffico aereo di Malpensa dovesse passare dagli attuali 20 milioni di passeggeri a 50 milioni?
Non sono state belle notizie, ma all’Amministrazione di Casorate Sempione va il plauso per aver con coraggio promosso un’indagine sullo stato dell’inquinamento aereo con i possibili riflessi sulla salute delle persone, una passo concreto per conoscere l’attuale impatto dell’aeroporto sul territorio.
Noi piemontesi, già molestati da dieci anni di sorvoli e con la previsione di una futura invasione di sorvoli nel caso fosse realizzata la terza pista voluta dalla SEA, vogliamo saperne di più: come è lo stato dell’inquinamento aereo oggi nei nostri territori ? Invano il Covest ha chiamato i Sindaci del Coordinamento, la Provincia e la Regione all’indomani della Sentenza Quintavalle nel dicembre 2008. Il Piano di monitoraggio fu definito, annunciato attraverso giornali e televisioni, ne furono quantificati i costi, ma non è stato dato avvio a distanza di oltre due anni. I risultati dell’indagine di Casorate Sempione, dopo quella di Quintavalle, ripropongono con urgenza la mobilitazione dei nostri Sindaci con la Provincia di Novara e la Regione Piemonte affinché, a tutela della nostra salute, sia avviato finalmente il monitoraggio dell’inquinamento aereo e gli approfondimenti sugli indicatori sanitari.
Solo così si potrà avere un quadro della situazione anche in vista di valutazioni sui progetti di ampliamento di Malpensa, che mirano a portare la quasi totalità dei decolli sul novarese in una situazione in cui già oggi Malpensa è la più grande fonte di inquinamento del nostro territorio. Agiamo affinché la certificazione del forte inquinamento aereo in Lombardia non faciliti la scelta di costruire la terza pista che porta i decolli al 90% sul Piemonte. Non facciamoci cogliere impreparati.
Per informazioni:
Il presidente Elena Strohmenger 0321 957755 covestonlus@gmail.com
7 luglio 2010 Lascia un commento
Consiglio Regionale Lombardo a Malpensa e la Terza pista
Il 29 giugno scorso si è persa un’occasione preziosa per sollevare il velo sul progetto della Terza pista di Malpensa. Con telecamere al seguito si è materializzato a Volandia, a due passi dal Terminal 1, l’intero Consiglio Regionale Lombardo invocato dal Presidente Davide Boni per “essere vicini ai territori, ai sindaci e alle comunità interessate all’espansione dell’aeroporto lombardo”. Tanto vicini che se non fosse stato per l’intervento dell’assessore Tenace al Covest sarebbe stato impedito di entrare, non sono state ammesse infatti tutte le associazioni di tutela del territorio con il pretesto delle ragioni di sicurezza.
Del resto i sindaci lombardi e piemontesi, che dovevano essere protagonisti, sono stati trasformati in silenziose comparse per un monologo pro Terza Pista. Le voci dissonanti sono rimaste una eco lontana. La trasferta a Malpensa si è ridotta a una passerella per riportare ogni decisione a una commissione, cioè nelle stanze della politica lontane dai cittadini.
Occasione persa anche perché sul tavolo c’era un tema cruciale per il futuro di tutti i Comuni investiti dalle rotte e le due opzioni contrapposte per mitigare gli effetti nocivi sui territori, compresa l’area Novarese. Da una parte la richiesta di uno strumento di governo vero e severo come la Valutazione Ambientale Strategica (VAS) che è preventiva rispetto alle opere e ne studia gli impatti a vasto raggio. Chiedono la VAS i cittadini già colpiti dai voli e le associazioni nate dal territorio proprio come forma di autodifesa. E’ stata adottata a Montichiari e non si capisce perché non sia possibile trattandosi della stessa regione. La chiedono anche nove sindaci di altrettanti comuni lombardi che riuniti nel Cuv (Comitato urbanistico volontario) hanno firmato un documento unitario a questo scopo. Ma nella giornata dei flash e dei sorrisi, non sono neanche stati citati e nelle poche parole spese dall’Assessore ai Trasporti, Raffaele Cattaneo, hanno ricevuto un niet.
Invocano la sola Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA) sul progetto della terza pista i politici del Consiglio regionale e la Sea, che vedono nelle richieste delle comunità locali il pericolo di un freno allo sviluppo aeroportuale e al business che ne deriverebbe.
Ci auguriamo che i nostri Sindaci non accettino di ridursi a figure subalterne a una Regione più forte e a un ente economico potente come Sea in cambio di qualche allettante improbabile contropartita. Si è parlato a Volandia (ex Caproni per coloro che ricordano l’aeronautica come una cosa seria) di rifondere ai Comuni lombardi intorno all’aeroporto un euro per ogni nuovo passeggero che decollerà da Malpensa. Una proposta che sembra poter far breccia in molti sindaci che si sono visti ridurre i trasferimenti dallo Stato e ora accettano di svendere il territorio al proprio vicino per una moneta. Un federalismo d’accatto. Su questa base nasce la Terza Pista di Malpensa. Sono le istituzioni locali, i Sindaci, a poter issare la bandiera del territorio o quella della resa. Non c’è più molto tempo, occorre individuare al più presto la sede istituzionale per il confronto sul tema della Terza Pista. E’ arrivato il momento di attivarsi e non farci cogliere o travolgere impreparati.
Il Covest, coerentemente con la politica da sempre espressa dal Coordinamento dei sindaci, prosegue nel frattempo il proprio impegno per dire “No alla terza pista” attraverso l’iniziativa dei banchetti informativi itineranti. Ben 700 firme sono state raccolte in sole 4 uscite sui territori Ovest Ticino, la percezione che la gente sia significativamente preoccupata della possibilità di vedersi raddoppiati gli aerei e l’inquinamento è palpabile, soprattutto in quei comuni che in questi anni sono stati, per così dire, “graziati”. Sabato 10 luglio saremo ad Arona sul Lungolago nel pomeriggio, domenica 11 luglio a Castelletto presso la fondazione Morino sempre nel pomeriggio, giovedì 15 al mercato di Borgoticino e domenica 18 luglio alla manifestazione Varallo Pop nel pomeriggio.
Nel frattempo stiamo chiedendo di incontrare i Sindaci per spiegare e condividere le motivazioni che ci spingono ad una così determinata azione di propaganda informativa che durerà tutta l’estate.
Le chimere lombarde di improbabili ritorni economici a fronte di un certo estremamente significativo peggioramento della condizione ambientale e sanitaria vanno evidenziate, e combattute.
Per informazioni:
Il presidente Elena Strohmenger 0321 957755 covestonlus@gmail.com
6 giugno 2010 Lascia un commento
“Attenti al trucco!”
Da anni affermiamo che l’obiettivo della Regione Lombardia e della SEA, gestore aeroportuale di Malpensa, è di portare il business in Lombardia e l’inquinamento in Piemonte. Con soddisfazione apprendiamo dagli organi di stampa della nuova presa di posizione della provincia di Novara in merito allo sviluppo di Malpensa, alla terza pista e ai ritorni economici nulli per il territorio novarese evidenziati da vari soggetti economici.
Da una parte la Regione Lombardia con una delibera ha classificato tutti i comuni nel dintorno di Malpensa come zone critiche e di risanamento ambientale, dall’altra si è attivata a sostenere il piano di sviluppo del gestore dell’aeroporto (SEA) per raddoppiare l’attuale movimentazione aerea, con la costruzione di una terza pista.
Se le parole hanno un senso, per attuare un risanamento si dovrebbero ridurre le fonti emissive. Ma com’è possibile, quando l’obiettivo è di raddoppiare gli aerei e nello stesso tempo costruire una terza pista distruggendo 330 ettari di boschi ad alto fusto, che hanno funzione di assorbire una parte di emissioni inquinanti? Una soluzione può essere quella di indirizzare la quasi totalità dei decolli sul Piemonte, e proprio sul novarese.
Ma come si fa? Dove sta il trucco?
1) Da un lato si fa un nuovo Piano Territoriale d’Area Malpensa utilizzandolo come mero contenitore di opere infrastrutturali senza considerare i costi ambientali dello stesso, evitando di inserire al suo interno il progetto della terza pista, e quindi il suo indotto in termini di traffico aereo e veicolare, circoscrivendo il tutto in un dintorno di soli 6 km dalla recinzione aeroportuale.
2) Dall’altro si procedere con la progettazione della terza pista in un altro contesto, ovvero in quello del Master Plan di Malpensa, e su questo ci si limita ad un discorso di sola VIA (Valutazione impatto ambientale) per la quale verrebbe sì coinvolto il Piemonte e le amministrazioni locali, ma solo per una mera richiesta di osservazioni, come fa giustamente notare la Provincia di Novara, mantenendo il tutto in un contesto localistico.
Nell’interesse dei cittadini del novarese le nostre autorità devono chiedere che si giochi a carte scoperte, che il Master Plan di Malpensa e la sua terza pista vengano inseriti nel Piano Territoriale d’Area di Malpensa, e il tutto sia sottoposto alla VAS (Valutazione Ambientale Strategica) in formazione.
Solo con questi nuovi presupposti gli Enti piemontesi si siedano al tavolo di discussione per valutare le ricadute economiche, ma soprattutto gli impatti ambientali per il novarese. Ne va della qualità della vita e soprattutto della salute dei cittadini dell’Ovest Ticino!
Per informazioni:
Il presidente Elena Strohmenger 0321 957755 covestonlus@gmail.com
6 giugno 2010 Lascia un commento
La petizione ha preso il volo….
Siamo a quota 1.200. Giro di boa per la raccolta firme organizzata dal Comitato Ovest Ticino (Covest) contro il potenziamento di Malpensa. Dopo aver toccato i mercati di diversi Comuni del Novarese, il battesimo delle feste dei paesi dell’Ovest Ticino ha messo le ali alla raccolta firme fino a superare la soglia del migliaio di “no alla Terza Pista”.
Cresce, secondo l’osservatorio diretto del Covest, l’attenzione pubblica al tema delle nuove rotte e delle problematiche relative a Malpensa: speranze, ansie, rabbia si sono via via riversati intorno al gazebo nelle ultime feste, a Varallo Pop e a Marano Ticino. Appuntamenti che svegliano le piazze, richiamano giovani e anziani e accendono l’attenzione sui problemi comuni ai cittadini. Così, in un clima di grande serenità, il Covest è riuscito a essere parte della festa pur con il fardello pesante delle brutte notizie che deve portare: Malpensa non ci ha arricchiti e non ci arricchirà, e mentre qualcuno lontano farà grandi affari con il potenziamento, noi, di qua dal Ticino, riceveremo solo tutto l’inquinamento e il rumore. Gli abitanti di Marano lo sanno bene perché da anni convivono con il grande bluff dello sviluppo aeroportuale che non ha portato occupazione ma problemi e disturbo. Da qui, la buona accoglienza riservata ai volontari Covest impegnati a fornire notizie, statistiche, rilevazioni sul vero effetto-Malpensa. In una manciata d’ore, sono state raccolte 250 firme. Merito anche del Sindaco Franco Merli che si è fatto promotore della campagna di informazione e ha condiviso il tema della tutela delle popolazioni e del patrimonio ambientale da uno sviluppo insostenibile dell’aeroporto lombardo. Si fa invece più assordante in questi giorni il silenzio di alcuni Sindaci e del Coordinamento degli Enti Locali con i suoi 24 Sindaci novaresi, il Parco del Ticino e la Provincia di Novara, di cui anche il Covest fa parte. Forse bisognerà scomodare la troupe di “Chi l’ha visto?” per scoprire che fine hanno fatto e perché non arrivi alcuna convocazione mentre il piano della Terza pista compie decisi passi avanti.
Tuttavia il Covest continua a fare la sua parte per dare supporto alla voce dei cittadini: dal 23 luglio sarà a Borgomanero per la festa patronale nella frazione di Santa Cristina, il giorno dopo a Mezzomerico alla festa del paese e nel pomeriggio di domenica 25 luglio alla Festa dell’Unità di Castelletto Ticino.
Per informazioni:
Il presidente Elena Strohmenger 0321 957755 covestonlus@gmail.com